Nel 2025 l’economia del Lazio ha continuato a crescere, ma a ritmo moderato. Secondo Banca d’Italia, il PIL regionale è aumentato dello 0,6% in termini reali, poco sopra la media nazionale dello 0,5%, ma in rallentamento rispetto al 2024. A sostenere la crescita sono stati soprattutto consumi privati, investimenti ed esportazioni.
Un ruolo centrale è stato svolto dagli interventi legati al PNRR e al Giubileo 2025, che hanno rafforzato la spesa per investimenti degli enti territoriali, in particolare dei Comuni e di Roma Capitale. Le opere pubbliche connesse ai due programmi hanno contribuito a sostenere il comparto edilizio e a mantenere attiva la domanda interna.
La Capitale si conferma il principale motore dell’economia regionale. Roma beneficia maggiormente dei flussi di risorse e degli interventi collegati al Giubileo e al PNRR, ma resta anche il territorio in cui si concentrano le maggiori disuguaglianze interne. Il Lazio continua infatti a presentare divari significativi tra l’area urbana romana, più forte per reddito e indicatori sociali, e il resto della regione.
Sul piano settoriale, l’agricoltura è l’unico comparto in difficoltà, con cali diffusi nella produzione e una forte contrazione per vino e mosto. L’industria mostra invece una dinamica positiva, trainata soprattutto dall’export farmaceutico, che rappresenta circa il 50% delle vendite estere regionali. I servizi crescono in modo più contenuto, nonostante il contributo del turismo sostenuto dal Giubileo.
L’occupazione aumenta, ma perde slancio: nel 2025 cresce dello 0,6%, meno della media nazionale e molto meno rispetto al +1,7% registrato nel 2024. Anche la spesa per investimenti degli enti territoriali, pur in recupero dal 2019 grazie a PNRR e Giubileo, resta ancora inferiore alla media italiana in termini pro capite.
Le prospettive per il 2026 sono più incerte. Banca d’Italia segnala un deterioramento del quadro congiunturale, legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e al possibile aumento dei prezzi energetici. PNRR e Giubileo continueranno a sostenere l’economia regionale attraverso le opere ancora in corso, ma imprese industriali e dei servizi prevedono fatturato stabile e investimenti in calo.
