Roma Capitale si avvicina alla scadenza del 30 giugno 2026 con un livello di attuazione del Pnrr giudicato molto avanzato. Secondo l’ultima relazione della Commissione speciale Pnrr, aggiornata ai dati di fine gennaio 2026, i progetti finanziati e gestiti direttamente dal Campidoglio sono 290, per un valore complessivo di oltre 1,145 miliardi di euro. Di questi, 253 risultano avviati e conclusi, pari all’87% del totale, mentre la spesa già effettuata ammonta a circa 991,5 milioni di euro. Nelle prossime settimane l’amministrazione dovrà quindi chiudere l’ultimo miglio del Piano, portando a compimento investimenti per circa 154 milioni di euro.
Le risorse del Pnrr assegnate a Roma si distribuiscono su quattro grandi missioni. La quota più consistente riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica, che assorbe quasi la metà dei fondi disponibili. Il maggior numero di interventi, però, si concentra nella missione dedicata a digitalizzazione, innovazione, cultura e turismo, che da sola raccoglie 160 progetti. A queste si aggiungono gli investimenti per istruzione e ricerca, che rappresentano la quota più contenuta, e quelli destinati a coesione e inclusione, ambito particolarmente rilevante per il tessuto urbano e sociale della città.
Secondo Giovanni Caudo, presidente della Commissione speciale Pnrr, il risultato fin qui raggiunto rappresenta un dato significativo soprattutto se confrontato con la capacità storica di spesa dell’amministrazione romana. Il Piano, osserva, ha consentito di imprimere un’accelerazione straordinaria, costruendo una collaborazione più efficace tra soggetti pubblici e privati e dimostrando una capacità di attuazione nettamente superiore a quella del passato. I ritardi, per ora limitati, riguardano soprattutto alcuni problemi legati alle forniture e alcuni interventi scolastici, che dovrebbero comunque essere completati anche grazie al supporto finanziario diretto di Roma Capitale.
Un capitolo importante riguarda anche gli interventi sulle ville storiche, che rappresentano uno dei fronti più visibili della riqualificazione urbana legata al Pnrr. In questo ambito sono stati destinati oltre 30 milioni di euro per 36 progetti distribuiti tra Villa Borghese, Villa Pamphilj, Villa Sciarra, il Parco di Centocelle e altri immobili storici della città. Più della metà degli interventi risulta già conclusa, mentre molti degli altri sono in fase avanzata, con percentuali di realizzazione elevate e l’obiettivo di ottenere entro il 30 giugno i certificati di chiusura lavori richiesti.
Accanto al dato quantitativo sulla spesa e sul numero di opere concluse, si pone però un tema decisivo per la fase post-Pnrr: quello della piena funzionalità degli interventi realizzati. La vera sfida, infatti, non sarà solo rispettare formalmente le scadenze europee, ma evitare che scuole, spazi pubblici, strutture culturali o impianti rigenerati restino privi delle condizioni necessarie per funzionare davvero. È su questo terreno che, secondo Caudo, si misurerà la qualità reale dell’investimento pubblico.
