Il PNRR lascia risultati importanti, ma restano criticità su progettazione e monitoraggio

Durante il webinar OREP “Il Decreto PNRR 2026 (DL 19/26)” è intervenuto Gianluca Celata, Responsabile dell’Area Opere Pubbliche di ANCE Roma – Acer. 
Il  bilancio di Ance Roma/Acer sul PNRR è  composto da luci e ombre. Tra gli aspetti positivi, l’Italia ha dimostrato di saper affrontare una sfida di portata straordinaria, rispettando tempi e obiettivi in un contesto particolarmente complesso. Il Piano ha inoltre lasciato in eredità elementi che meritano di essere consolidati anche oltre la sua scadenza, a partire dal nuovo Codice dei contratti pubblici, che rappresenta, pur con alcuni limiti, un netto miglioramento rispetto al precedente impianto normativo del 2016.
Uno dei profili più innovativi del nuovo Codice è il rilievo attribuito ai principi, tra cui quello dell’equilibrio contrattuale. Si tratta ora di verificarne l’effettiva tenuta in una fase segnata da nuove tensioni internazionali e dal ritorno dell’emergenza legata al caro materiali. La questione è rilevante perché proprio l’assenza, nel vecchio quadro normativo, di strumenti efficaci di riequilibrio aveva reso necessarie misure straordinarie come compensazioni e interventi ad hoc. In questo senso, il contesto attuale costituisce un banco di prova importante.
Tra gli effetti positivi del PNRR Ance Roma/Acer segnala anche il valore delle misure di semplificazione e, soprattutto, l’introduzione di target temporali certi e non derogabili. La fissazione di scadenze precise ha costretto amministrazioni e operatori economici a superare prassi dilatorie, anche involontarie, rafforzando una cultura dell’attuazione fondata sulla responsabilità e sul rispetto dei tempi.
Accanto a questi elementi, restano però criticità rilevanti. Le stesse osservazioni formulate recentemente da ANAC nella sua relazione annuale confermano problemi già evidenziato da tempo. Il primo nodo riguarda la qualità della progettazione: in molti casi, i progetti posti a base di gara si sono rivelati insufficienti o carenti, con effetti diretti sull’esecuzione degli interventi. Ciò ha determinato sospensioni, rielaborazioni progettuali, rallentamenti e un evidente disallineamento tra programmazione e realizzazione delle opere.
Un tema particolarmente delicato riguarda il frequente ricorso, nell’attuazione degli interventi infrastrutturali del PNRR, allo strumento dell’accordo quadro. Si tratta di un istituto pienamente legittimo e consolidato, ma che ha mostrato limiti significativi quando non accompagnato da una progettazione adeguata fin dall’origine. L’accordo quadro, infatti, non può prescindere da una chiara definizione tecnica degli interventi. In molti casi, invece, le imprese si sono trovate a operare su basi progettuali fragili, con la conseguenza di dover avviare continue interlocuzioni con i soggetti attuatori, introdurre modifiche in corso d’opera e affrontare difficoltà esecutive che hanno inciso sui tempi di realizzazione.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda il sistema di monitoraggio. Anche ANAC ha segnalato problemi nella qualità dei dati caricati su ReGiS e, più in generale, difficoltà delle amministrazioni nell’alimentare correttamente la piattaforma. Si tratta di un aspetto cruciale, perché il monitoraggio non è un adempimento meramente formale, ma uno strumento essenziale per garantire trasparenza, controllo diffuso e affidabilità dello stato di attuazione del Piano.
In questo contesto, OPGR  assume un valore importante non come alternativa alle piattaforme pubbliche, ma come strumento di supporto, collaborazione e affiancamento. La sua funzione è contribuire a migliorare la conoscenza dello stato di avanzamento del programma, rafforzando la trasparenza e offrendo un presidio ulteriore rispetto alle criticità che ancora permangono.
Nel complesso, la fase finale del PNRR conferma dunque il valore dell’esperienza maturata, ma richiama anche la necessità di fare tesoro degli elementi emersi: qualità della progettazione, affidabilità dei sistemi di monitoraggio, chiarezza degli strumenti attuativi e capacità di tradurre i principi del nuovo Codice in soluzioni operative concrete.

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