Con la conclusione del Giubileo, Roma si ritrova con un bilancio fatto di opere visibili, riqualificazioni diffuse e una trasformazione urbana ancora solo parziale. Per l’evento la Capitale ha ricevuto oltre 1,5 miliardi di euro, destinati a centinaia di interventi per migliorare accessibilità, sicurezza, sostenibilità ambientale, accoglienza e tutela delle persone più fragili. I progetti sono stati articolati in due grandi filoni: uno dedicato alla città nel suo complesso, con interventi su mobilità, spazi pubblici e servizi, e uno – il programma Caput Mundi – focalizzato sulla valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico e culturale. A finanziare il piano hanno contribuito non solo i fondi giubilari, ma anche risorse comunali, regionali, nazionali e del PNRR.
A oggi, però, il quadro resta misto. Secondo la ricostruzione, solo una quota compresa tra il 30 e il 40% degli interventi risulta conclusa, mentre molti cantieri sono ancora aperti e diverse opere considerate prioritarie restano in ritardo. La parte più avanzata del programma riguarda soprattutto la riqualificazione urbana e il recupero di infrastrutture storicamente trascurate, con benefici immediati soprattutto per chi vive a Roma. Tra gli interventi simbolo ci sono la riapertura del Ponte dell’Industria, chiuso da anni dopo un incendio, e il recupero della Vela di Calatrava a Tor Vergata, rimasta incompiuta e abbandonata per due decenni. A questi si aggiungono numerosi lavori su strade, marciapiedi, parchi pubblici, segnaletica, sicurezza urbana e mobilità sostenibile.
Più indietro, invece, risultano proprio alcuni dei capitoli che avrebbero dovuto incidere maggiormente sulla capacità di accoglienza e sulla modernizzazione dei trasporti. Il Grande Raccordo Anulare delle Bici, uno dei progetti più noti e quasi interamente finanziato dal PNRR, è ancora in fase di realizzazione e dovrebbe concludersi nel secondo trimestre del 2026. Anche diversi interventi sul trasporto pubblico – come la fornitura di nuovi treni per le metropolitane A e B, il nuovo deposito tram e i lavori sulla ferrovia Roma-Lido – non sono ancora completati, nonostante fossero considerati prioritari. Sul fronte sociale, qualcosa è stato fatto, soprattutto per l’accoglienza delle persone senza dimora, con la realizzazione di tensostrutture che resteranno operative anche dopo il Giubileo e il potenziamento di alcuni servizi per persone in condizioni di forte fragilità. Tuttavia, anche in questo ambito molti interventi restano ancora da chiudere.
Nel complesso, l’eredità del Giubileo appare quindi più urbana che strutturalmente trasformativa: ha prodotto opere utili, in diversi casi attese da anni, ma non ha ancora completato quel salto di qualità promesso su accessibilità, mobilità e servizi. Il risultato più tangibile, almeno per ora, è una città con alcuni spazi e infrastrutture recuperati, mentre una parte significativa della trasformazione annunciata resta affidata ai cantieri che dovranno proseguire oltre l’evento.
