L’assessore capitolino alle Periferie, Pino Battaglia, intervenendo in audizione davanti alla Commissione parlamentare Periferie, sul tema della sicurezza e della rigenerazione urbana, ha dedicato ampio spazio allo stato di avanzamento dei progetti finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. A Roma sono attivi 279 progetti Pnrr, per un finanziamento diretto di 1,15 miliardi di euro che, sommato ai cofinanziamenti del Comune e della Città metropolitana, porta l’investimento complessivo a 2,4 miliardi. A ottobre 2023 risultava già aggiudicato il 63 per cento delle gare. Nel dettaglio, 160 cantieri sono attualmente in corso su un totale di 249 interventi infrastrutturali previsti. Sessanta opere sono già state completate, così come 58 interventi del programma Caput Mundi, uno dei pilastri degli investimenti legati al Pnrr nella Capitale. Nel complesso, la maggior parte dei fondi del Pnrr investiti a Roma è stata destinata alle periferie: Tor Bella Monaca (135 milioni), Corviale (60 milioni) e Santa Maria della Pietà (50 milioni), in testa. Questo perché «il 25% di Roma risiede in 14 quartieri, molti dei quali periferici, zone a cavallo con il Raccordo oppure oltre il Gra, con alti tassi di disoccupazione e di presenza di stranieri, territori anche con alto tasso di dispersione scolastica – ha spiegato Battaglia – Roma concentra molte delle criticità che attraversano oggi le periferie, però, è anche uno dei principali laboratori nazionali di rigenerazione urbana».
Alcuni progetti Pnrr non riusciranno a essere conclusi. Le cause non sarebbero riconducibili solo alla pubblica amministrazione, ma anche alla capacità del sistema imprenditoriale e degli studi di progettazione di reggere l’impatto di finanziamenti così rilevanti. «C’è un contesto imprenditoriale che spesso addebita responsabilità alla pubblica amministrazione – ha spiegato – ma che, di fronte a un’accelerazione, non è in grado di stare al passo».
Tra i temi affrontati anche la situazione della piscina del Quarticciolo. Battaglia ha annunciato che entro 60 giorni il Comune conta di pubblicare il bando per il cantiere e, successivamente, quello per la gestione dell’impianto. Per non sottrarre risorse agli 1,8 milioni di euro già stanziati, lo scorso ottobre le vasche sono state svuotate. L’assessore ha dichiarato che nemmeno la gestione commissariale è riuscita a superare gli ostacoli burocratici e che, ad oggi, nel quartiere non è partito alcun cantiere. «Stiamo recuperando i tempi – ha concluso – e mi auguro che nei prossimi mesi partano anche i cantieri delle altre opere, perché sarebbe un segnale importante per il territorio».
